Mi ricordo i tempi in cui, quand'ero bambino, il medico di medicina generale veniva a domicilio per visitare qualcuno dei miei familiari. All'epoca si chiamava "medico di base" ed i più anziani lo chiamavano "medico della mutua" o a volte "medico condotto". Il mio medico di famiglia, in quei lontani anni, era a tutti gli effetti anche un pediatra di famiglia. Il limite dei sei anni come spartiacque tra pazienti pediatrici e non, sarebbe arrivato infatti molto tempo dopo. Comunque sia, sarà stato forse grazie ad un destino favorevole o forse ancor più grazie ad una costituzione arcigna e resistente alle malattie, ma né io né mio fratello siamo rimasti menomati od offesi a causa delle comuni malattie infantili, nonostante fossimo cresciuti senza l'amorevole assistenza di un pediatra di famiglia... e tenete conto che il mio "medico della mutua" era specializzato in geriatria!.Nonostante il dottor F., il mio curante degli anni settanta, avesse circa 8000 (OTTOMILA!) assistiti, trovava sempre il tempo ed il modo di recarsi a domicilio qualora la situazione clinica del paziente lo richiedesse. Questa sua disponibilità era facilitata in quegli anni, dal comportamento dei suoi pazienti, che mai si sarebbero permessi di richiedere una visita domiciliare e che ancor meno si sarebbero sognati di mancare di rispetto al medico imponendogli la prescrizione di farmaci, accertamenti o certificati di malattia.
Ricordo che mia madre disturbava il dottore al telefono molto raramente, il più delle volte in caso di febbri elevate persistenti per più di due o tre giorni. Nella maggior parte dei casi il paziente era mio fratello più piccolo, che fin da bimbo ha sempre sofferto di tonsilliti batteriche e di infezioni delle prime vie respiratorie.
Il dottor F. arrivava a casa solitamente nel primo pomeriggio. Ricordo con precisione assoluta il rituale che mia madre metteva in atto in quelle circostanze. Per prima cosa, che fosse ammalato mio fratello o fossi ammalato io, ci buttava entrambi in vasca per un bel bagno caldo. Nel frattempo apriva la nostra stanza da letto areandola per bene e se non bastava la improfumava con qualche spruzzata di spray deodorante. A quel punto preparava nel bagno padronale (quello che usavano solo lei e mio padre) due asciugamani puliti, dopo di che, prendeva dalla dispensa una saponetta profumata nuova e l'appoggiava ancora sigillata sul porta sapone. Una volta messo in ordine il bagno, mia madre andava in cucina, dove prendeva dal cassetto delle posate un cucchiaio e, dopo averlo lavato accuratamente, (nonostante fosse già lindo!) lo avvolgeva su un tovagliolo colorato disponendolo sopra al comodino della cameretta di noi bambini. Quel cucchiaio sarebbe poi servito al dottor F. come abbassalingua.
Il mio medico di famiglia, tanti anni fa, una volta terminata la visita, non aveva nemmeno bisogno di chiedere di potersi lavare le mani, perché mia madre nel frattempo, l'aveva già accompagnato in bagno indicandogli gli asciugamani puliti e la saponetta profumata nuova di palla. Erano proprio altri tempi...
Ai nostri tempi, succede che il medico di medicina generale o il medico di continuità assistenziale, vengano chiamati a domicilio per i motivi e le circostanze più stupide. Molte volte queste visite sono estorte con minacce, arricchite da un bel pout purrì di insulti ed offese. Succede anche che tali visite domiciliari vengano ottenute con l'inganno mentendo sui sintomi, inventando temperature febbrili che non esistono o dispnee che assomigliano invece a semplici nasi tappati da raffreddore o dolori toracici che in realtà sono gonalgie (male al ginocchio) o epicondiliti (gomito del tennista)...
Ai nostri tempi succede che il medico, una volta visitato il paziente per lo più sporco, sudato e puzzolente, con addosso dei vestiti lerci ed insudiciati da macchie forse più vecchie di lui, chiuda la sua borsa e con sguardo smarrito cerchi un luogo ameno in cui potersi sedere per compilare una relazione clinica o quanto meno le prescrizioni terapeutiche. Molte volte la visita avviene in stanze ammorbate da fetori nauseabondi provenienti non solo dal paziente, ma anche da chi gli dorme accanto. Se il paziente è raffreddato, influenzato o espettorante, state pur certi che attorno alla sua alcova, pullulano fazzoletti o striscioni di carta igienica ripieni di muco, sputo o quant'altro. Se il paziente è vomitante o "scagazzante" state sicuri che nei pressi del suo giaciglio fioriscono contenitori di ogni tipo colmi di quello che era un contenuto gastro-duodenale e che le lenzuola presentino singolari striscie longitudinali marroni dette in gergo: "frenate".
A nostri tempi succede che il medico, dopo aver completato il suo lavoro in un ambiente a dir poco ostile (e non solo per le condizioni climatico - olfattivo - biologiche...), si alzi cercando con disperazione il gesto di pietà di qualche congiunto che abbia trovato dentro di sé la forza per indicare al dottore la strada per raggiungere un bagno dove lavarsi la mani. Talvolta questo gesto compassionevole non si verifica (direi che la frequenza con cui si manifesta, ai nostri tempi, è di molto inferiore a quella del miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro) ed il medico è così costretto a tornarsene a casa o nella sua meravigliosa sede di guardia medica, con le mani luride ed ammorbate. Altre volte succede che il bagno venga anche indicato, ma in realtà non si tratta dell'abituale bagno utilizzato da tutti gli inquilini dell'abitazione, bensì del "cesso - lavanderia - vuotatoio - fogna di Calcutta" utilizzato per lo più per far pisciare e cagare il cane o il gatto quando fuori piove.
Erano altri tempi quando il mio "medico della mutua" usciva di casa e mia madre lo salutava con un rispettoso: "Buonasera dottore e... GRAZIE!".
A qualcuno il comportamento di mia madre potrà sembrare troppo ossequioso o riverente, ma vi assicuro che lo stesso rispetto che dimostrava al dottor F. lo manifestava anche nei confronti di ogni altro "ospite" della nostra casa. E allora il giardiniere aveva sempre il suo bel caffè caldo a metà mattina ed il bicchiere di succo di frutta fresco a metà pomeriggio e così il tecnico della lavatrice o quello della caldaia. Questione di semplice ospitalità, di normalissima BUONA EDUCAZIONE, la buona educazione di altri tempi.












Caro Collega,
purtroppo è proprio questo il mondo in cui siamo finiti ed il peggio deve ancora arrivare secondo me.
Lasciamo crescere un pò la generazione dei seguaci di Maria de Filippi, Uomini e Donne e lerciume vario ed andarsene gli anziani che ricordano ancora come ci si comporta educatamente che allora forse ci avvieremo veramente verso la merda più profonda.
Non sai quanto ti capisco e non sai quanto dopo ogni turno di guardia medica ho un segmento epatico in meno, bruciato dall'odio verso l'utenza.
Oggi è all'ordine del giorno che ti chiamino mamme preoccupatissime per vedere il loro bambino trentacinquenne perche fa la cacca brutta o gli scola il nasino. (da piccolo perchè mia madre si allarmasse dovevo essere per lo meno in gasping, e comunque la preoccupazione sul mio stato di salute è durata non oltre i 7 - 8 anni).
Un saluto.
Dott. Guido Tersilli
A proposito della generazione dei "bimbi minkia", oggi mi è capitato di finire per caso su un bel gruppo su fb: contro le vecchie che sull'autobus ti fissano finche non gli cedi il posto! (http://www.facebook.com/group.php?gid=39607626758&ref=mf)
Ci sono dei commenti esemplari.
Per riportare il commento sul piano medico cito:
"Quando mi chiedono il posto e mi guardano con quella faccia come se stessero quasi per morire,io rispondo:Mi dispiace ma non posso proprio alzarmi perchè mi sono appena operata al ginocchio e nn posso stare in piedi."
Dottor Forest
Si sollecita un altro post
ci manca la sua vena sferzante...
Se dia da fà.
Un saluto
con rispetto
da Paolo Falconi
Gente, mica crederete di avere l'esclusiva nel vostro arrancare su per il calvario descritto, neh! Noi operatori della scuola (un tempo detti "insegnanti") siamo probabilmente messi anche peggio. Provare per credere.
P.S.: temo che le condizioni medie dell'umana congerie, siano pericolosamente scese al di sotto della condizione normale della specie homo sapiens sapiens.
@Dr. Tersilli,
condivido la tua preoccupazione in toto... L'arrivo dei seguaci di Maria de Filippi, Platinette, Simona Ventura e compagnia cantante, sarà peggio dell'apocalisse... e già si vedono i primi effetti.
@Alberto,
la generazione dei "bimbi minkia"... :-) Direi che non c'è termine migliore per definirli... E Dio solo sa, quanti ce ne sono in giro, disgraziatamente...
@Paolo,
io me darei anche da fa, ma er matrimonio incombe :-))).
@Aldo,
so benissimo che anche voi insegnanti non ve la passate bene, anzi, forse siete messi peggio di noi... Se AI MIEI TEMPI, qualcuno osava contraddire un professore, come minimo i genitori lo fustigavano. Oggi, se i professori richiamano giustamente un alunno somaro ed oltretutto teppista, vengono denunciati per mobbing o stalking o molestie o vengono direttamente presi a pugni dai genitori dell'infante...
Che Dio ci salvi!.
I medici di un tempo facevano le visite a domicilio molto volentieri anche perché ad ogni visita domiciliare veniva compilata una "notula" che veniva poi rimborsata dall'Asl (o dalle vecchie Mutue). Il medico poi, quando visitava un malato in una famiglia con 5 membri, marcava giù (ovviamente) 5 visite, facendo firmare tutti, e le entrate (già buone, ai tempi) aumentavano sensibilmente. Chi di noi MMG rifiuterebbe, anche oggi, una visita domiciliare se quella significasse entrate supplementari? Oggi, invece, tutto il nostro stipendio è basato esclusivamente sul numero di iscritti, ed è ovvio che, in tali condizioni, qualsiasi extra (in primis le visite a domicilio) non può essere molto gradito.
C'è però un cavillo a cui io, personalmente, mi attacco quasi sempre: la visita domiciliare è gratuita SOLO per i pazienti non trasferibili presso lo studio medico...
Beh, che ci volete fare...ancora io (che di anni non ne ho molti, sono ancora sotto i trenta) non ho ricordi di un pediatra, e ricordo il mio medico di base disturbato solo in caso di febbre sopra i 39,5, gravi malattie esantematiche o vomito incoercibile...tre o quattro volte dai tre ai quindici anni, poi più.
E ricordo anch'io la nonna (la mamma era al lavoro) intenta alla sistemazione frenetica della casa.
Oggi si chiama il pediatra, o il medico di base, per l'unghia incarnita...mi chiedo, il medico ha il diritto di rifiutarsi di andare a domicilio? si vero?
carissimo,ti avevo postato un commento ma nn ho capito se x caso nn lo hai ricevuto o se nn ti è andato di pubblicarlo.
Stamattina mi kiedevo se è arrivato il fatidico giorno:so ke è vicinissimo,ma nn ricordo la data.
In ogni caso infiniti auguri di cuore e buon viaggio.
Spero mi racconterai qualcosa al ritorno:son proprio curiosa di sapere come è andata.
un forte abbraccio a te e alla futura signora XXXXX
Lella
Devo aver combinato un qualche casino, ti ho lasciato un commento sopra uno ionizzatore d'acqua! Così si depura. Volevo dirti che sono tornato in sede, se ti interessa. Potresti fare come il tuo vecchio medico della mutua e visitare l'infermo a domicilio. Ah, mi sono lavato bene! Ciao dottore.
Era da un pò che non scrivevo sul Blog...L'antefetto che hai scritto, Forrest, mi ricorda molto mia madre. Anche lei aveva un rispetto assoluto per il medico, che veniva chiamato solo in caso di estrema necessità. E quando se ne andava si scusava per il disturbo arrecatogli, anche se magari qualcuno in famiglia stava male sul serio e la visita era assolutamente necessaria.
Altri tempi, già...
Ora viviamo in una società profondamente diversa...Direi più cafona e arrogante.
Indietro non si può tornare...
Pazienza.
Ciao,
...è proprio vero! Quando ero piccola il medico della "mutua" era una persona da rispettare.
V.
@Aldo
nn sono riuscita ad avere il tuo link attraverso il nome(nn so xkè)ma come operatrice della scuola e collega mi piacerebbe scambiare 2 kiakkiere e opinioni con te.
Se nn dovessi leggere questo commento ,prego il mio "medico incazzato" amico comune di fornirmi il link.
Grazie
Lella
Ciao Dottore,
considerata la tua assenza devo supporre ke tu sia già partito.
Nn mi resta ke farvi le mie congratulazioni e augurarvi buon viaggio.
A presto
Lella
Parole Sante!!!!
Mondi Invisibili
@Anonimo,
quel cavillo, come lo chiami tu, è la salvezza di noi medici di base, peccato che sia poco noto. C'è anche una sentenza della corte di cassazione che conferma che in caso di pazienti trasportabili e affetti da patologie non urgenti, il pagamento del medico di medicina generale è d'obbligo. Peccato però che le ASL non applichino questo "cavillo" anche alle guardie mediche...
Ciao
@Sara,
certo, il medico può rifiutare la visita domiciliare, ma con due possibili conseguenze una certa: la ricusazione da parte dell'assistito, una seconda possibile: la denuncia penale.
Ciao
@Max75,
attualmente viviamo nella società dei figli di Maria... De Filippi!
Dio ce ne scampi e liberi!
Ciao
@Lella e Piero,
passerò al più presto a trovarvi!
A presto